di Vittorio Ferri e Francesco Gastaldi*

Il decreto interministeriale n. 395 del 16/09/2020 “ Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare ” sottoscritto dai Ministeri dell’Economia e Finanze (MEF), dei Beni e le Attività Culturali e per il Turismo (MiBACT) e delle Infrastrutture e Trasporti (MIT) elenca numerosi obiettivi: di ridurre il disagio abitativo, di migliorare la qualità dell’abitare e promuovere interventi nell’edilizia residenziale pubblica mediante azioni di riorganizzazione di aree, spazi e immobili pubblici e privati, miglioramento dell’accessibilità e della sicurezza dei luoghi urbani, rigenerazione di aree e spazi già costruiti e innovazioni per l’inclusione sociale ed il welfare urbano. Una lista dei desideri? Tante belle parole, quasi magiche e politically correct ?

Negli ultimi anni i maggiori finanziamenti del Governo centrale hanno consentito l’aumento della spesa per investimenti da parte dei comuni. Tuttavia, come per altre politiche pubbliche, non basta l’aumento delle risorse stanziate per ottenere processi decisionali virtuosi e gli esiti desiderati. Di fronte ai fabbisogni di risorse dei comuni per la riqualificazione, la rigenerazione e la manutenzione urbana sono state riscontrate situazioni “di città in cerca di risorse e di risorse in cerca di città”.

In altre parole, la domanda è perché le politiche del centro, i numerosi bandi lanciati dai ministeri o della Presidenza del Consiglio si fermano nei governi locali? In particolare occorrerebbe capire meglio perché è così difficile spendere (e con efficienza ed efficacia) le risorse rese disponibili. Spesso sentiamo dire che le amministrazioni locali non hanno soldi, ma quando questi sono potenzialmente disponibili, mancano progetti concreti e realizzabili.

Nel 2019, la Corte dei Conti ha esaminato il Programma straordinario d’intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle Città metropolitane e dei Comuni di provincia e il Piano nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate. Nel primo caso, dei 120 comuni interessati i programmi sono stati attivati solo per i primi 24; nel secondo caso, sul totale delle prime 46 convenzioni finanziabili risulta erogata la somma di 4.776-872,89 euro su un totale impegnato di 16.572.909,66 euro (Deliberazione del 23 luglio 2019, n. 13/2019/G, p. 65). Sulla base di quale conoscenza dei problemi urbani nelle diverse categorie di comuni sono costruiti i bandi? In tempi di perdurante crisi economica, ci possiamo permettere queste lentezze che non generano fiducia nelle istituzioni pubbliche da parte di cittadini e operatori privati?

Nella prima parte di questo decennio molta attenzione è stata dedicata alla spending review, poca attenzione è stata dedicata alla project review dei governi territoriali e delle amministrazioni pubbliche. Ora le risorse messe a disposizione dal centro sono aumentate. Non basta. Ci sono problematiche trascurate che affliggono i Comuni piccoli e medi, molti bandi, compreso il decreto interministeriale sopra citato, sono stati rivolti ai grandi Comuni, alle Città metropolitane e a grandi progetti. Ci sono carenze strutturali di personale e di competenze tecniche dedicate alle “progettazioni complesse” e non a mere esecuzioni standardizzate di atti burocratico – amministrativi.

Senza entrare nel merito delle differenze tra piani e programmi, interventi ordinari e straordinari, dei criteri di valutazione, dei vincoli contenuti nei bandi e del trattamento spesso uniforme dei problemi differenziati tra comuni di taglia diversa, non va sottovalutata l’ineguale capacità dei comuni di costruire progetti all’interno dell’agenda urbana con al centro i temi e i problemi della rigenerazione. Questi problemi si presenteranno anche nell’attuazione del decreto interministeriale per la qualità dell’abitare. E’ necessaria una maggiore responsabilizzazione dei comuni con l’aumento dell’ autonomia decisionale e finanziaria e la diffusione di strutture tecnico-amministrative adeguate. Sono desiderabili politiche di rigenerazione urbana ordinarie, stabili e di lungo periodo.

*Università IUAV di Venezia                                                                       vittorio.ferri@unimib.it     gastaldi@iuav.it