di Anna Donati*

Su “Sbilanciamoci” il 28 aprile scorso ho affrontato il tema della mobilità nella fase due dell’emergenza Covid-19 ( https://sbilanciamoci.info/covid-19-che-fine-fara-la-mobilita-sostenibile/ ) . Provo qui a riassumere i punti fondamentali.

La mobilità quotidiana dei cittadini/e resta uno dei punti critici della fase due: rischia di essere il colpo di grazia definitivo del trasporto collettivo, mentre l’auto potrebbe avere un vero rilancio. a mobilità attiva a piedi, in bicicletta, con la micromobilità, sono un pezzo fondamentale della soluzione, da sostenere come mai abbiamo fatto in passato in Italia.

Le amministrazioni comunali hanno avviato riflessioni interessanti, gli ambientalisti e associazioni per la bicicletta hanno avanzato proposte concrete, le aziende ed associazioni del trasporto pubblico e privato sono in grande difficoltà ma stanno organizzando una reazione. Mentre il mondo dell’auto sembra muoversi in prevalenza per tornare al passato, chiedendo incentivi al diesel, il rinvio dell’auto elettrica a dopo il 2025 e la proroga dei limiti alle emissioni di CO2 dei veicoli.

Tutto dipenderà dalle scelte pubbliche che verranno adottate dalle città, dalle Regioni e dalle politiche nazionali ed anche dalle politiche europee delle prossime settimane, se aumenteremo l’insostenibilità del sistema di trasporti o sarà anche questa una buona occasione per cambiare ed accelerare la giusta transizione verso la sostenibilità. Qualcosa si sta muovendo, se anche la Ministra De Micheli parla anche di bicicletta nelle sue interviste.

Non dimentichiamo che l’allarme clima resta attuale a livello globale e dai tempi di cambiamento urgenti. produrranno effetti nei prossimi anni su tutto il sistema.

Servono cambiamenti strutturali e forti innovazioni, come nei sei punti di seguito elencati:

  1. Risparmiare traffico e spostamenti con lo smart working e servizi di prossimità. Di questi tempi abbiamo imparato in tanti di come lavorare da remoto anche in modo collegiale e dobbiamo proseguire.

  2. Piano degli orari della città. Vanno ampliati e differenziati gli orari di ingresso nel lavoro, nelle scuole, nei servizi pubblici e privati, nei servizi commerciali, nel tempo libero e la fruizione della cultura, parchi e giardini, per ridurre le ore di punta e utilizzare al meglio gli spazi ed i servizi disponibili, Mobility Manager aziendali, scolastici, di area, per incrociare domanda ed offerta ed immaginare gestioni e servizi dedicati.

  3. Sostenere ed allargare la sharing mobility. Bike sharing, scooter sharing e micromobilità elettrica, car sharing sono essenziali come servizi per spostarsi in autonomia e distanziati. Ovviamente i servizi andranno adeguati alle misure vigenti, con precauzioni d’uso e sanificate.

  4. Elettrificazione dei veicoli e dei servizi. L’allarme clima resta un problema essenziale ed immediato e puntare sulla elettrificazione è necessario, per la sharing mobility, la bicicletta, il trasporto collettivo, per i motoveicoli e l’auto privata.

  5. Non cancelliamo le ZTL e Low Emission Zone. Qua e là nel dibattito viene proposto di sospendere anche per tutta la fase due le ZTL e LEZ nelle città: strategia insostenibile proprio perché l’auto tenderà a crescere, per evitare la crescita dell’inquinamento dell’aria e della congestione.attiva e far circolare in modo fluido il trasporto collettivo, abbiamo bisogno di avere città libere da milioni di auto in circolazione.

  6. Avanti tutta con la bicicletta. Tutte le principali associazioni ambientaliste e della mobilità ciclabile hanno inviato un appello a Governo e città, per chiedere misure straordinarie di promozione della bicicletta. Chiedono corsie d’emergenza dedicate alla mobilità attiva lungo tutte le principali direttrici urbane, sperimentali ed in deroga al Codice della strada.

  7. Il trasporto pubblico, la vera incognita del futuro. È evidente che il trasporto collettivo, già debole in Italia, subirà un duro colpo. Andranno messi in sicurezza nell’immediato i conti delle aziende per evitare fallimenti e la perdita dei posti di lavoro, poi si dovrà investire nell’adeguamento del servizio per la fase due e tre. nche in questo campo non si deve rinunciare in prospettiva a potenziare il servizio e le reti, adeguare il parco mezzi verso l’elettrificazione, ad innovare i servizi di mobilità, ad integrarli con le altre modalità di trasporti. Essenziale per la mobilità regionale e metropolitana sono i servizi ferroviari locali, che dovranno gradualmente riaprire.

  8. Vanno immaginati dei servizi innovativi dedicati, flessibili, promossi ed elaborati dai mobility manager aziendali, scolastici, di area, che promuovano carpooling, navette aziendali, servizi scolastici, percorsi a piedi e in bicicletta, integrazione modale.

*Coordinatrice del Gruppo mobilità sostenibile del Kyoto Club                                      a.donati@kyotoclub.org