di Mauro Alberto Mori*

L’Alleanza per lo sviluppo sostenibile (AsviS), di cui Urban@it fa parte, ha presentato mercoledì 27 febbraio scorso alla Camera, il documento La legge di bilancio 2019 e lo sviluppo sostenibile (link Asvis), una lettura critica alla luce dei 17 obiettivi dell’Agenda Onu 2030.

Il documento è molto interessante perché è il primo esempio di un’analisi di questo tipo della legge di bilancio fatta in Italia, e non solo. Il portavoce di ASviS Enrico Giovannini, nel presentarlo, ha illustrato in estrema sintesi i risultati che ne sono emersi per ciascun obiettivo.

Per quanto riguarda l’obiettivo 11, relativo alle città e comunità sostenibili, la sintesi di Giovannini è stata: “Interventi utili per le città, ma la mancanza di un’Agenda urbana per lo sviluppo sostenibile frena il cambiamento sistemico. Scarso l’investimento in cultura”. Dell’Agenda urbana ne aveva parlato anche il Presidente di ASviS Pierluigi Stefanini. Su questo ASviS e Urban@it insistono da tempo, chiedendo un nuovo Dpcm che rilanci il Comitato interministeriale per le politiche urbane (Cipu).

Nel corso della discussione è intervenuto anche il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che si è espresso chiaramente a favore: “È in partenza presso la presidenza del Consiglio – ha detto – la struttura di coordinamento delle politiche ministeriali in materia di sviluppo sostenibile e assicuro anche la mia massima disponibilità a coordinare una strategia azionale in materia. Raccogliamo volentieri molte delle segnalazioni che ci sono state fatte oggi, per esempio quella di una consulta per le politiche di genere, un’agenda urbana per lo sviluppo sostenibile e vedremo anche come orientare l’iniziativa del Cipe verso obiettivi di sviluppo sostenibile” (link http://asvis.it/home/46-3851/ampio-consenso-delle-forze-politiche-sulle-proposte-dellalleanza-#.XHlo7a1ovzI

Ora vedremo cosa accade. Certo, sarebbe importante che anche l’Italia avesse la sua Agenda urbana e che questa fosse parte integrante della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile approvata dal Cipe il 22 dicembre 2017.

Nella presentazione del nostro Quarto Rapporto annuale sulle città dal titolo “Il governo debole delle economie urbane” (il Mulino 2019) il presidente Valentino Castellani ha ripreso una proposta contenuta nel Rapporto precedente, che lAgenda urbana assuma la forma di una serie di patti tra l’amministrazione centrale e le autorità urbane, seguendo l’esempio dei City deals britannici e dell’Agenda Stad olandese.

Ma con una proposta aggiuntiva. Che si costituisca una sede decisionale entro cui lo Stato e le città (a partire da quelle metropolitane, ma non solo) concordino e monitorino gli investimenti e le politiche multilivello (europeo, nazionale, regionale, locale) su ciascuna di esse. Per farlo andrebbero riesaminati tutti i patti già siglati in questi ultimi anni e ricostruiti nella forma di bilanci consolidati territoriali che, per quanto riguarda le città metropolitane, diventino parte integrante dei loro piani strategici.

*Comunicazione@urbanit.it