di Luca Talluri*

Questo articolo interviene nel dibattito aperto da “Dai Bandi alla strategia: ecco il futuro delle città” pubblicato da Urban@Blog l’11/3/19

Nelle riflessioni sviluppate in tempi recenti sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie il tema del rilancio delle politiche abitative, mediante lo sviluppo strategico di una vera e propria Agenda per la Casa Sociale, connessa a quella Urbana, è fortemente presente e coinvolge in modo determinante il settore dell’ERP – Edilizia Residenziale Pubblica.

Federcasa, associazione che riunisce i soggetti Gestori degli alloggi ERP ha, dal canto suo, dato luogo da tempo ad una serie di proposte e richieste supportate da valutazioni ed approfondimenti numerici curati da un soggetto altamente qualificato ed affidabile come Nomisma, che confermano il quadro generale tratteggiato nella Relazione di Sintesi della Commissione Parlamentare di Inchiesta su Città e Periferie.

Partendo dal dato numerico, l’attuale patrimonio ERP non riesce a soddisfare la richiesta di alloggio sociale posta da circa 700.000 nuclei familiari i quali, pur avendo i requisiti per l’accesso alla casa popolare, sono destinati a restare senza soddisfazione; a ciò si aggiungano una progressiva parcellizzazione dei nuclei familiari e la conseguente richiesta differenziata di alloggi e la persistenza di un arretrato manutentivo su un patrimonio che nel 40% dei casi ha oltre 50 anni di vita. Tale quadro, sommato al progressivo esaurimento dei finanziamenti specifici per l’ERP (quali l’ex Gescal) determina uno scenario che chiede a gran voce un rilancio del settore inevitabilmente connesso alle politiche di Rigenerazione Urbana.

In questo senso Federcasa e le aziende aderenti, in virtù di una storia di oltre cento anni di progetto, sviluppo e gestione sia infrastrutturale che amministrativa di quasi un milione di alloggi, di cui gran parte in quelle periferie oggi sotto osservazione, si candidano ad assumere un ruolo anche nelle politiche di trasformazione urbana complessa, svolgendo anche un’azione, oltre che esecutiva, di pianificazione e programmazione degli interventi, forti del proprio background di esperienze maturate, sia in termini materiali che, secondo un recente approccio sempre più improntato ad azioni di carattere sociale, lavorando anche sul profilo socio-relazionale del rapporto fra abitanti e spazi da loro abitati.

Per poter svolgere in modo compiuto tale ruolo diventa fondamentale poter contare sulla garanzia della costanza degli investimenti nell’ERP, mediante un auspicabile Piano Casa Nazionale e la definizione in una cornice normativa omogenea su base nazionale che avalli e confermi il ruolo attivo dei soggetti gestori. In questo modo il problema del disagio abitativo potrà trovare il ruolo e la risposta che gli spetta all’interno di una auspicabile Agenda Urbana nazionale che veda anche, magari, l’istituzione di un ruolo da Sottosegretario alla Casa nell’ambito del Ministero delle Infrastrutture e, insieme alla conferma e rafforzamento di misure ad hoc compresi incentivi fiscali su tematiche di riqualificazione energetica e sismica, abbatta con una prospettiva temporale predeterminata il gap strutturale ed in crescita riguardante la richiesta di casa sociale.

*Presidente Federcasa                     talluri@federcasa.it

ha collaborato Paolo Bechi