di Gaetano Sateriale*

L’emergenza Covid-19 non può farci dimenticare la cultura della sostenibilità (ambientale, sociale, economica). Tanto meno il Goal 11 dell’Agenda 2030 dell’Onu con i suoi target così improcrastinabili. Tuttavia l’Associazione Nuove Ri-generazioni, promossa dalla Cgil ma aperta ai contributi più diversi ( https://www.nuoverigenerazioni.eu/ ),considera necessario rideclinare obiettivi e traguardi alla luce dei nuovi bisogni che la crisi (sanitaria, economica e sociale) ha prodotto. Non è questo il luogo per una disanima compiuta. Ma riteniamo utile aprire una discussione a partire da tre brevi considerazioni.

1. Chi decide le politiche necessarie? In Italia il problema di creare o ricreare una governance sostenibile è urgente. Non possiamo più permetterci di confondere autonomie con autarchie. Il governo delle città e dei territori deve restare prerogativa degli enti locali secondo una logica di sussidiarietà. Ma le politiche hanno bisogno di orientamenti e linee guida comuni non possono essere variabili. In sintesi: se esiste il concetto di Lea (Livelli essenziali di assistenza) in materia sanitaria, dovrebbero esistere anche i Less (Livelli essenziali dei servizi sociali). L’applicazione dei quali può essere localmente adattata ma non stravolta.

2. Un esempio di Less deve necessariamente riguardare il vivere e l’abitare degli anziani. A partire dai non autosufficienti ma comprendendo gli autosufficienti soli o bisognosi di assistenza. Se la sanità e l’assistenza immaginano una maggiore territorializzazione di questi servizi (controlli medici, consegna farmaci, consegna cibo, attività ricreativa, ritiro rifiuti, sicurezza, manutenzione, ecc.), l’urbanistica deve poter immaginare presidi localizzati dei servizi indispensabili (nei quartieri, nelle strade, nei condomini). Un’edilizia fatta di costruzioni dotate di tecnologie e operatori di assistenza certi e fruibili in comune.

3. Le questioni ambientali non devono essere affrontate separatamente da quelle urbanistiche: trasporti pubblici, riscaldamento, manutenzione e messa in sicurezza delle infrastrutture pubbliche, efficientamento energetico e messa a norma antisismica vanno ripensate mentre si definiscono le linee di un nuovo sviluppo urbano. Fillea-Cgil e Legambiente il 2 aprile scorso hanno presentato un Piano per riconvertire e adeguare dal punto di vista energetico 1,2 milioni di condomini in cui vivono 14 milioni di famiglie per uscire dall’emergenza puntando sull’ambiente.

https://www.filleacgil.net/tutto/137-comunicazione/16487-ripartire-sostenibile.html

*Presidente Associazione Nuove Ri-Generazioni              nuoverigenerazioni@gmail.com