di Walter Vitali*

Sono ormai due anni e mezzo che è attiva Urban@bo, la Piattaforma di condivisione della conoscenza sulle politiche urbane http://urbanbo.urbanit.it/ promossa da Urban@it insieme a Università, Comune, Città metropolitana di Bologna e della quale sono entrati a farne parte anche Cnr, Enea e Aster che coordina la Rete Alta tecnologia della regione. È prevista la sua estensione a tutte le città dell’Emilia-Romagna e alle loro Università.

Ad essa hanno aderito altri 37 soggetti (Fondazioni, Istituzioni, Aziende e Società a partecipazione pubblica; associazioni economiche; Forum del terzo settore; organizzazioni sindacali), tutti i più importanti della città metropolitana.

Urban@bo si articola in 11 Cluster tematici (Cittadinanza universitaria; Cultura e creatività; Istruzione; Governo del territorio e rigenerazione urbana; Sviluppo sostenibile e governo del territorio; Mobilità; Economia del territorio; Smart city; Istituzioni, democrazia e finanza locale; Città sociale; Alimentazione, cultura e sport) composti ciascuno da una decina di rappresentanti degli aderenti con un loro coordinatore.

All’Open Day dell’11 giugno scorso in Sala e Cappella Farnese di Palazzo d’Accursio sono state presentate le prime 40 idee progettuali elaborate dai Cluster sulle 66 complessive contenute nei loro portafogli, ciascuna con un capofila e i soggetti partner compresi i docenti dell’Università e i responsabili delle articolazioni specifiche dei Centri di ricerca. Sono pubblicate sul sito al seguente link http://urbanbo.urbanit.it/idee-progettuali/ .

Nella scheda di ciascuna idea progettuale, oltre alla sintesi del progetto, ai risultati attesi, alla sua durata e alle azioni previste, è indicata la forma specifica attraverso la quale essa può essere sviluppata e le sue modalità di finanziamento, che sono di due tipi.

Il primo è rivolto prevalentemente alle singole imprese, alle loro associazioni o agli enti pubblici e prevede premi per tesi di laurea magistrali (1.000/3.000/5.000 euro o altro eventuale importo), assegni di ricerca annuali (costo annuo tra i 24 mila e i 32 mila euro) e borse di dottorato triennali (costo 68mila euro). Il secondo è rivolto a soggetti istituzionali (Regione, la Camera di Commercio, Fondazioni bancarie) e consiste nella sottoscrizione dell’Accordo per la costituzione del Fondo per il finanziamento dei progetti di Urban@bo. I sottoscrittori dell’Accordo nominano il Comitato di valutazione composto da 3 a 5 membri che avrà il compito stabilire i progetti da finanziare sulla base dei criteri di assegnazione predeterminati.

Urban@bo intende essere il prototipo sperimentale, da estendere anche alle altre aree urbane, del pilastro locale della Piattaforma per la ricerca applicata sulle città che costituisce l’obiettivo di Urban@it per il nuovo triennio di attività iniziato nel gennaio 2018. Essa deve avere un secondo pilastro nazionale basato su Cluster tematici sull’esempio dei Cluster tecnologici nazionali (Ctn) per la ricerca industriale, distinti ma correlati con essi.

Abbiamo proposto al Miur di istituire un Fondo sperimentale di 1 milione di euro per il finanziamento, con un massimo di 50.000 euro ciascuno, di progetti presentati da istituzioni del governo urbano insieme ad una Università o ente pubblico di ricerca e ad imprese in forma singola o associata. Ci richiamiamo al programma francese Plate-forme d’observation des projets et stratégies urbaines (POPSU), d’iniziativa congiunta di tre Ministeri, che sta sviluppando programmi di ricerca coprogettati con le grandi agglomerazioni urbane francesi.

*Direttore esecutivo di Urban@it   direttore@urbanit.it