di Silvia Viviani*

Con il documento programmatico presentato al XXX Congresso INU (Riva del Garda, 4-6 aprile 2019) abbiamo aperto un ampio confronto e raccolto ampie adesioni sul “Patto per l’urbanistica italiana” proposto per “Governare la frammentazione” ( link: f7633c_fdf6baba3ec64b65ac436a65872f8962 ) del nostro paese come impegno inderogabile, scelta politica e culturale incentrata sui seguenti 5 campi d’azione:

GARANTIRE prestazioni urbane inderogabili in tutto il Paese

I nuovi bisogni della popolazione chiedono il superamento della dualità standard/servizi: occorrono entrambi per rispondere agli obiettivi della trasformazione urbana in chiave di rigenerazione ecologica, sociale, paesaggistica, e, in essa, alle domande di abitabilità. Sono opportuni, per quanto difficili in assenza di riforma urbanistica nazionale, provvedimenti legislativi che, senza disconoscere le normative regionali, fissino i livelli essenziali delle dotazioni, in quantità e qualità, su tutto il territorio nazionale.

QUALIFICARE gli interventi nell’orizzonte della rigenerazione

La rigenerazione urbana e il contenimento del consumo di suolo sono un processo ottenibile dando impulso a politiche integrate per città accessibili, tramite incentivi contro lo spreco energetico alla scala urbana, bandi dotati di risorse per infrastrutture blu e verdi nel contrasto ai rischi ambientali affrontati nei loro effetti cumulativi, atti che azzerino i residui di piano in nome della massima difesa del suolo libero. Le probabilità di successo di un nuovo modello di sviluppo sono affidate anche a un sistema di pianificazione dotato di certezza.

ATTUALIZZARE i modelli di governo, in un collegamento efficiente tra programmazione, fiscalità urbana, pianificazione urbanistica

Le carenze di progettualità e di capacità di spesa nella sfera pubblica hanno molto a che vedere con la qualità e l’efficacia dei piani. Non ne è estranea una difficoltosa gestione delle risorse comunitarie per l’attuazione delle politiche di coesione, i cui effetti sono sempre urbani e territoriali. L’urbanistica, oltre alla tradizionale funzione regolativa, può operare sulla città esistente nel quadro delle politiche oggi riferite alla sola programmazione.

DIFFERENZIARE verso un regionalismo efficace e non divisivo

Una questione rilevante si misura nel regionalismo differenziato, accettabile quando non divisivo. Ciò riguarda prioritariamente i trasporti, l’ambiente, il paesaggio. In questi campi, il patto è necessario per evitare la frammentazione della regia pubblica nel nuovo modello per il Paese. Quanto al paesaggio, oggetto della panificazione, è possibile rispondere ai bisogni sociali e ai progetti economici sia utilizzando i patrimoni culturali e paesaggistici esistenti, sia generandone di nuovi. Co-pianificazione, partenariati tra pubblico e privato, partecipazione pubblica, sono segnali di una crescente capacità progettuale.

DEMOCRATIZZARE il governo delle “aree vaste“

Il governo dei territori sovra e inter comunali è l’anello debole della filiera di pianificazione. Il recupero del principio di rappresentanza democratica costituisce una delle prime questioni su cui tornare a riflettere, per gli ambiti provinciali e quelli metropolitani, a sostegno della pianificazione territoriale, dotata di cogenza diretta per le reti infrastrutturali, la difesa dai rischi e la protezione delle componenti naturalistiche, paesaggistiche e ambientali. In ciò, è auspicabile l’incremento di “cittadinanza“, reale e percepita, nei territori interdipendenti. I diritti di cittadinanza si riconoscono nella corrispondenza con l’imposizione fiscale, per restituire servizi di natura collettiva. Non è rinviabile l’attribuzione di risorse ordinarie appropriate per i servizi propri della cittadinanza metropolitana.

*Presidente INU                          silvia@silviaviviani.com